Paolo Putti risponde a Sonia Viale su Casa della Salute in Valpolcevera: «Non si sono visti i dati certi e le tanto attese risposte tangibili, vere, definitive, solo dei “ni”. Certi diritti vanno difesi anche con le barricate, questo è la responsabilità della politica e delle istituzioni»

Il candidato sindaco per la lista civica Chiamami Genova Paolo Putti, risponde a Sonia Viale dopo l’assemblea pubblica organizzata dai sindacati sul tema della sanità in Valpolcevera per fare chiarezza sul progetto della piastra ambulatoriale di vallata:

Un incontro interessante, che perché un’area abitata da oltre 100mila persone, quindi grossa come Spezia e Savona messe assieme, non è nelle condizioni di poter accedere ad un servizio sanitario in maniera dignitosa e con tempi certi e “umani”». Il commento segue quanto emerso dall’incontro pubblico: «Certamente i tecnici del Distretto Socio Sanitario stanno da tempo lavorando duramente per cercare, a “iso-risorse” (cioè con le stesse palanche) di predisporre sinergie per ottimizzare le spese e ampliare e migliorare le offerte, ma le vere risposte, quelle politiche quelle di chi può fare le scelte, non ci sono state, e le aspettative di avere numeri, tempistiche definite e dimensioni delle risorse necessarie sono andate deluse. Neanche delle classiche promesse elettorale si è avuta notizia, una serie di “ni” e basta. Le solite parole, parole, parole…

Non possiamo nasconderci che la situazione economica sia difficile, che il servizio sanitario sia molto costoso, che si possano fare ancora razionalizzazioni magari laddove si risponde più a qualche baronato che a reali esigenze; ma la realtà è che, se si vincolano le risorse investite nella salute, non a parametri reali legati al benessere delle persone, ma ai pareggi di bilancio la strada tracciata è questa; se poniamo al centro il debito con i gruppi finanziari invece che la cura della persona la storia purtroppo è già scritta: sanità affidati ai privati – continua Putti – privati che faranno un scelte per seguire economie di scala, diminuendo gli stipendi già medio bassi degli operatori coinvolti, per poi rapidamente ritrovarsi nella necessità di diminuire i servizi erogati, di lavorare di fretta o aumentando esageratamente la mole di lavoro procapite.

Una situazione che potrebbe creare una sorta di effetto cascata visto che già oggi «le maggiori esigenze di pronto soccorso viene riversata su un’altra struttura, quella di Villa Scassi, parimenti in difficoltà».

Secondo il candidato sindaco il ruolo della politica e delle istituzioni dovrebbe quindi essere altro:

A volte bisogna saper battere i pugni sul tavolo, saper difendere con le barricate i diritti, senza le solite parole e i soliti slogan. Questo deve essere fatto anche, e soprattutto, in Valpolcevera perché è questo ci si aspetta dalle istituzioni. Ieri questa assunzione di responsabilità non si è vista, come non si sono visti i dati certi degli investimenti necessari e le tanto attese risposte tangibili, vere, definitive.

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