Primo Maggio Festa del Lavoro,

lavoro ogni giorno più precario, ogni giorno più scollegato dal salario, ogni giorno più distante dall’essere luogo dove realizzare il proprio progetto di professionalità, ogni giorno meno utile per garantire una vita dignitosa.

Ogni giorno più occasionale, e sempre più cosa altra dall’essere percorso formativo.

Ogni giorno sempre più usato come “ricatto”, contrapposto a salute, qualità della vita e tutela dei territori.

Troppo spesso ancora luogo di discriminazione di genere e di negazione delle identità.

Oggi, come mai in passato, il lavoro è immagine vera e feroce di come la persona sia uscita dalla centralità sociale, tenuta lontana dall’essere fulcro della collettività, sostituita dall’economia, dallo spread, dalla parità di bilancio.

Bisogna restituire dignità, importanza, centralità e cura alla persona e bisogna farlo a partire dal Lavoro.

Oggi e domani.

Buon Primo Maggio, Genova! 

Paolo Putti

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