Paolo Putti risponde a Marco Bucci: «Chi semina intolleranza raccoglie intolleranza. Dite che chiuderete i centri sociali dove avvengono cose illegali: fate, e farete, lo stesso con partiti, banche e s.p.a.?»

<< Chi semina, raccoglie (voti, forse…) e si nutre di intolleranza, pregiudizi e generalizzazioni, rischia di vedersi restituita intolleranza, allontanamento e generalizzazioni.

Qualcuno in queste ore ha detto: “… se noi vediamo che nei centri sociali avvengono fenomeni illegali, la prima cosa che faremo sarà chiuderli”. Mi mancano tre passaggi logici in questa affermazione:

 

  • Fate, e farete, lo stesso con tutte le realtà in cui, anche nella storia recente, sono avvenuti fenomeni illegali, come partiti, banche, s.p.a., ed enti vari?
  • Siete mai entrati in un Centro Sociale? Non vi viene in mente che sia opportuno lavorare con queste realtà, eventualmente anche per renderle migliori e sostenerle in alcuni cambiamenti?
  • Officine d’arte giovanile, luoghi di dibattito, laboratori per rendere accessibili le innovazioni a tutti, luoghi di promozione di arte e cultura. Anche questo sono i Centri Sociali. Non ho visto da parte vostra proposte per preservare arte, cultura, luoghi di dibattito. Quali sono le vostre alternative per i giovani, per tutti i giovani? I circoli di bridge?

E leggo ancora: “Occorre sempre ragionare dal nostro punto di vista per mantenere la legalità”. Io credo che occorra ragionare da molte prospettive, per relazionarsi con tutte le realtà cittadine. Vanno presi in considerazione tutti i punti di vista, anche il vostro, che però non è detto sia il migliore, o, addirittura, giusto».