Cambia la campagna elettorale di Chiamami Genova – Paolo Putti sindaco: «Meno dibattito, più territorio». Dai prossimi giorni agli incontri di dibattito inizieranno ad essere presenziati da altri rappresentanti della lista civica, in modo da poter consentire al candidato sindaco di continuare a “consumare le scarpe” nei territori e nei quartieri.

In questa seconda parte della campagna elettorale, Chiamami Genova sceglie di cambiare prospettiva e regole di “ingaggio”: tra i tanti dibattiti previsti, alcuni saranno presenziati dai molti e qualificati candidati della lista, lasciando modo al Paolo Putti di proseguire il lavoro di ascolto dei territori, per raccogliere la voce di chi vive e lavora nella città.

Genova è una città complessa, con tanti soggetti interessati al suo miglioramento – spiega Putti – è normale che in questa campagna elettorale si siano organizzati tanti dibattiti, naturale e da un certo punto di vista anche confortante. Il pericolo, però, è quello di non trovare quello spazio necessario, senza cronometro, per ascoltare le persone e i luoghi dei genovesi. Uno spazio fondamentale anche per spiegare il nostro progetto, portandolo direttamente nei quartieri, come abbiamo fatto fino ad oggi.

Nessuna defezione, quindi, ma l’opzione per un lavoro di squadra finalizzato a continuare un percorso:

Chiamami Genova non si tira indietro, sia ben chiaro – sottolinea il candidato sindaco – gli appuntamenti di confronto saranno rispettati, consapevoli della loro importanza e dell’importanza dei soggetti che li hanno organizzati, spesso con fatica e sforzo, ma saranno presenziati da tutti noi: io sono il candidato sindaco, ma è tutta la lista civica che si propone alla città». Paolo Putti, quindi, proseguirà con gli incontri nelle realtà territoriali: «Una scelta che rivendichiamo fortemente, perché è fondamentale ascoltare e capire, e poter discutere le nostre proposte direttamente con le persone. Troppo spesso i dibattiti rischiano di toccare solo superficialmente problemi ed eventuali risposte, ed è logico che sia così visti i tempi ristretti. Per questo voglio continuare a “consumare le scarpe”: affronterò i dibattiti, ma darò anche spazio ai territori, alle grandi e piccole collettività sparse per Genova, mai come oggi “estesa” e in qualche modo da “ricucire”.

Tutti gli appuntamenti, quindi, saranno “onorati” dalla squadra Chiamami Genova, che in maniera compatta sta lavorando per proporre un progetto politico che sappia rispondere alle necessità dell’oggi, costruendo la prospettiva per un domani che non lasci indietro nessuno.