La lista civica Chiamami Genova – Paolo Putti sindaco restituisce alla città il programma. La Casa cuore politico della proposta: «Disubbidiremo alla legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica»

Al Teatro Govi, in Valpolcevera, prosegue il cammino della lista civica Chiamami Genova, con la restituzione alla città del programma politico, con la presentazione dei primi progetti e delle prime proposte per Genova:

Un percorso che è stato complesso e che non è terminato – sottolinea Paolo Putti – il nostro viaggio nei territori continua e continuerà, oggi però abbiamo presentato il “perimetro” del nostro percorso, con le linee programmatiche che nei prossimi giorni si declineranno in idee concrete per la città.

Uno dei punti centrali del programma è la Casa, intesa come un diritto inalienabile delle persone: Chiamami Genova vuole far partire la “grande opera” sulle manutenzioni per l’edilizia residenziale pubblica, rimettendo sul “mercato” delle locazioni le centinaia di abitazioni sfitte perché inagibili. Un progetto che alimenterebbe anche il settore della piccola edilizia locale. Ma non solo: si pensa alla creazione di una ESCO (Energy Service Company) finanziata con la formula dell’azionariato popolare diffuso e finalizzata alla diffusione delle pratiche di risparmio energetico e dell’utilizzo di energie rinnovabili con applicazione prioritaria sul patrimonio abitativo di proprietà comunale e degli edifici scolastici. Un altro obiettivo politico, già anticipato nei giorni scorsi è quello di arrivare alle utenze minime garantite, sul modello di Barcellona e riportare Spim a mettere a disposizione il suo patrimonio immobiliare per la locazione. Ma la cronaca di questi giorni porta un’altra priorità:

Bisogna disobbedire alla legge regionale sulla casa – sostiene con forza Bruno Pastorino, relatore del programma di Chiamami Genova – il mandato che viene lasciato al sindaco da parte di Regione Liguria è un mandato di cattiveria, e una città cattiva è una città pericolosa. Impugneremo la legge, indiremo referendum se sarà necessario per abolirla, ma soprattutto non la applicheremo.

Un altro punto di forza del programma è la progettualità legata alla cosiddetta “silver economy”, cioè l’industria legata al tema dell’invecchiamento.

Sull’argomento Genova è già il futuro – spiega Lorenzo Bertorello, candidato per il Consiglio Comunale ed esperto di progettazione europea – è la città più vecchia, del paese più vecchio, del continente più vecchio; in altre parole su questo argomento siamo avanti di quasi venticinque anni. A livello europeo stiamo per affrontare, quindi, una vera e propria rivoluzione demografica, con uno scenario inedito. Dobbiamo attrezzarci per questo, e la nostra città è il laboratorio perfetto.

La proposta è quella di sfruttare questa realtà per fare diventare Genova capitale mondiale di questa industria che a livello mondiale ha uno tra i fatturati più forti:

favorendo le imprese dedicate e la ricerca sul tema, mettendo a disposizione la città come enorme laboratorio di progettazione di ambienti urbani a misura di tutti. Il primo passo è quello di organizzare un appuntamento annuale fieristico internazionale dedicato all’agening e alla domotica, convertendo quello che è avvertito come debolezza in un punto di forza.

“Genova si-cura” è invece la parte di programma dedicata al benessere dei luoghi e della vita delle persone:

la manutenzione della città è un’altra grande opera che ci piace – spiega Roberta Burroni candidata nella lista comunale – e deve essere programmata e permettere la fruizione degli spazi da parte di tutte e di tutti». Fondamentale anche ripensare il risparmio energetico: «Attuare in via prioritaria il piano energetico del Seap – spiega Clizia Nicolella, candidata per il Consiglio Comunale – e adeguare il patrimonio immobiliare pubblico attraverso gli Esco (Energy Service Companies), cioè azienda ad azionariato diffuso che effettuano investimenti a costo zero per l’amministrazione, remunerandosi con il risparmio ottenuto.

Una visione che ci sta particolarmente a cuore – spiega Paolo Putti – è la rinascita del quartiere fieristico: dobbiamo rimettere profondamente in discussione il Blueprint, e trasformare la Fiera in un quartiere dello sport innovativo e accessibile a tutti. Stiamo pensando anche all’abbattimento del padiglione Jean Nouvel, una delle peggiori scelte fatte negli anni scorsi, che ha avuto costi di realizzazione incredibili e costi di manutenzione spropositati: liberemo degli spazi per creare nuovi spazi per le nuove attività sportive emergenti, riprendendo il dialogo con il Coni». Questa proposta si inserisce nella progetto di “Genova, Palestra a Cielo aperto”, che prevede l’allestimento di strutture sportive diffuse in tutti i quartieri, sfruttando le costruzioni già in essere, e mettendo a disposizione spazi e attrezzi anche per le attività “di movimento” anche informali. «E ripensare la mobilità, intesa anche a livello turistico, per collegare le persone con i tanti ambienti naturali che circondano la città, già perfetti così come sono per ospitare attività sportive o ricreative.

E poi un deciso no alle grandi opere come Gronda e Terzo Valico, la volontà di “attrezzare” nuove forme di consultazione della popolazione residente, presidio sui diritti civili e sulle tematiche di genere, dialogo con tutte le parti della società, trasparenza, controllo pubblico delle partecipate. Una nuova visione urbanistica per recuperare gli spazi in disuso e “liberarsi” di ciò che è inutile, ridonando metri cubi d’aria libera alla città.

Il programma è consultabile sul sito della lista civica Chiamami Genova all’indirizzo chiamamigenova.it: nei prossimi giorni saranno presentati ulteriori progetti dedicati alla città: «Abbiamo appena incominciato».